C'è poi l'altra grande star del banco dei fritti: i fiori di zucca. E qui vale la pena chiarire un equivoco che a Roma sento ogni primavera. Fiori zucchina, fiori di zucca, fiori di zucchino: spesso si dicono come fossero la stessa cosa. In realtà, nella lingua di tutti i giorni i nomi si mescolano, ma in cucina conta sapere cosa hai tra le mani.
Il fiore di zucchina, quello attaccato alla zucchina romanesca quando arriva con il frutto, è delicato e fresco; i fiori di zucca, più grandi, possono essere più profumati. Il risultato? Fritti sono entrambi meravigliosi, ma cambiano leggermente consistenza e intensità. Chi cerca in città fiori di zucchina fritti roma spesso immagina un piatto leggero e profumato, e ha ragione.
Il segreto sta nella pastella. Preferisco una pastella semplice, senza profumi invadenti, e soprattutto con un liquido freddo. Molti usano acqua frizzante ben fredda per aiutare leggerezza e croccantezza. È una differenza piccola, ma fa la differenza tra un fiore che vola e uno che resta pesante sul piatto.
Valutazione sincera: ripieno sì, ma con misura. A Roma il classico è fiore ripieno con mozzarella e alici. È un abbinamento perfetto perché gioca su tre livelli: dolcezza del fiore, sapidità dell'acciuga, morbidezza lattica del formaggio. Però la farcia va dosata: troppo ripieno spacca il fiore e rilascia liquido; troppo poco lo rende vuoto.
In trattoria, il ripieno deve restare un cuore, non diventare un macigno. Un fiore ben fatto non perde pastella, non piange olio, e il morso resta pulito. È per questo che, nel dubbio, preferisco sempre pochi pezzi fatti come si deve invece di un piatto enorme che stanca.
Quando la stagione lo permette, sul vassoio dei fritti mi piace far comparire anche un omaggio alla Roma ebraica: i carciofi alla giudia, fritti fino a diventare un fiore croccante. È una preparazione storica della cucina ebraico-romanesca, citata anche in ricettari e memorie antiche: qui non si cerca la morbidezza, si cerca la sfoglia che scrocchia.
Se invece vuoi restare più rosticceria romana, allora vai dritto su supplì e fiori: è la coppia che non tradisce. I fritti non sono tutti uguali, e non è snobismo. È tecnica. Un supplì ben fatto regge il taglio, non si sbriciola, e quando lo apri il centro è caldo e filante.